Secondo una ricerca di SociableLabs la metà dei consumatori è loggato su Facebook quando naviga i siti di commercio elettronico.

La ricerca è stata condotta analizzando oltre 456 milioni di visite effettuate a una dozzina di siti di commercio elettronico ed evidenzia che le differenze di utilizzo dei servizi rimangono costanti quando ci si muove all'interno delle varie fasce d'età, indicando, questo, che sia i giovani che i meno giovani hanno iniziato a prendere dimestichezza non solo con gli strumenti social ma anche con il commercio elettronico.

Il risultato è interessante perché dimostra che è davvero utile prevedere sui propri e-commerce delle dinamiche sociali più avanzate, superando la classica possibilità di login utilizzando le credenziali dei social network.

Secondo i dati raccolti il Venerdì e il Sabato sarebbero i giorni in cui la percentuale scende sotto il 50%, rimanendo comunque sopra il 49%. Dati, quindi, comunque interessanti. Il dato comune che emerge è che la metà dei consumatori (possiamo tranquillamente arrotondare!) è loggata a Facebook quando naviga i siti di commercio elettronico.

Analisi in base ai giorni della settimana degli utenti loggati su Facebook durante la navigazione dei siti di commercio elettronico

Sulla base di queste evidenze, il commerciante potrebbe, per esempio, differenziare i contenuti mostrati sull'e-commerce semplicemente controllando se l'utente è loggato o meno ad un social network, ed in caso affermativo potrebbe mostrare strumenti di condivisione più avanzati che alimenterebbero lo sharing e quindi la diffusione del brand e del sito stesso.

Analisi come queste, se da un lato permettono di capire meglio come i consumatori si muovono sui siti, dall'altro pongono evidenti problemi sia etici che giuridici, uno su tutti il più classico problema della tutela della privacy.
Ciò nonostante non può farsi a meno di tenere presente che oggi il commercio mondiale sta modificando la propria fisionomia per assomigliare più ad un grande bazar virtuale, che non ad un'accozzaglia di negozietti sotto casa.

I consumatori chiacchierano e si scambiano idee, cercano prodotti e se li fanno consigliare, parlano delle proprie esperienze d'acquisto e decidono se acquistare o non acquistare semplicemente sulla base di non meglio identificate informazioni trovate in rete.

Se si aggiunge al cambiamento culturale anche il cambiamento tecnologico portato non solo dai social media ma anche dalla enorme massa di nuovi dispositivi che sta spopolando sul mercato (e si fa riferimento ai dispositivi mobile come tablet e smart phone) e dai nuovi strumenti legati alla rete (si pensi su tutti ai QR codes) ci si rende conto che il commerciante dei nostri giorni è molto diverso dal commerciante che solo 10 anni fa governava il mercato.

La ricerca di SociableLabs, dunque, deve solo essere un punto di partenza per ripensare in toto la propria strategia di promozione e di presidio del mercato, il proprio approccio al consumatore e il proprio modo di intendere la vendita.