Continuiamo con la serie sull'open source. Vorrei introdurre questo articolo con un estratto di uno scambio di email che ebbi qualche tempo fa con un SEO. Lo contattai per posizionare un mio sito realizzato con Joomla! e VirtueMart. Ecco cosa è venuto fuori. Ovviamente non lascio il nome del mio interlocutore per ovvi motivi di privacy.

Lo scambio di email

Ciao Adamo,
mi fa piacere leggere questa mail.

Per quanto riguarda joomla l'abbiamo proposto per un anno circa ai nostri clienti e il nostro stesso sito è fatto in joomla.

E' una opzione economica in quanto come sa non costa nulla per cui si può abbattere al cliente il costo generale facendogli pagare soltanto i servizi seo e sem dunque commercialmente sembrava una scelta vincente.

In realtà dal 1 novembre ai nuovi clienti non installiamo più joomla e stiamo man mano cambiando sistema ai clienti vecchi che usano joomla più per vari ordini di motivi fondamentali:

1- non sempre anzi quasi mai far risparmiare un cliente eliminando il costo del software ed usando un open software si rivela una scelta commercialmente valida. Come sa un open software sotto licenza gnu gpl non può essere venduto.

2- Gli open software sono soggetti a rendere l'agenzia web qualitativamente inferiore agli occhi del cliente

3- Joomla in particolare richiede una manutenzione e una serie di aggiornamenti che ti fanno costare caro l'eliminazione del costo inziale al cliente... faccio solo l'esempio dei bug della versione 1.5.3 e il fatto spiacevole che dopo appena un anno non si sviluppa praticamente più niente della versione 1.0.x. Questo comporta uno stress per il seo dovendo poi cambiare tutto dopo appena un anno.

4- gli open software in genere e joomla sono osteggiati da molti mantainer in quanto considerati insicuri e chi come aruba ne permette l'utilizzo lo fa con enormi limitazioni.

Per tutti questi motivi dal 1 novembre abbiamo deciso di abbandonare ogni forma di open e iniziato a sviluppare software proprietari con programmatori che collaborano con la nostra ditta e che proponiamo ai clienti a prezzi variabili a seconda delle customizzazioni richieste e da programmare ed abbiamo del tutto abbandonato l'idea che l'open possa commercialmente funzionare pertanto non usiamo più joomla ed altri open come wordpress o opencms.

Da Gennaio inoltre proponiamo anche ai vecchi clienti di cambiare con un sistema customizzato e man mano stanno aderendo alla richiesta.

Entro febbraio inoltre cambieremo anche il nostro sito aziendale con il nuovo sistema proprietario e dunque abbandoneremo joomla anche dal nostro sito aziendale.

Per ulteriori info sono a tua disposizione.

Cordialmente
Dxxxxo Pxxxxxo

Questa è stata la mia risposta

Mi permetto di risponderle punto su punto ben sapendo che alla fine spesso diventa una questione di opinioni.

1) Un software sotto licenza GNU/GPL non può essere venduto. Verissimo. Questo vuol dire che io non posso prendere Joomla!, modificarlo un po', modificarne il nome e rivenderlo come mio. Però posso vendere il servizio di installazione e configurazione. Cioè posso vendere un sito creato con Joomla!, dicendo che è stato creato con Joomla! e specificando che è sottoposto a licenza GNU/GPL.

Ciò non vuol dire che il sito costa di meno. Chi lo dice non ha ben capito come funziona. In realtà è solo il costo di sviluppo che non si paga. Però si paga la progettazione, la realizzazione del template, il copywriting, il posizionamento e via dicendo. E forse è per questo che siti closed source di un certo livello se ne vedono ma costano una cifra. Siti semplici semplici, carrello e qualche pagina, con software closed source sembrano fatti nell''80.

2) Non è colpa del software Open source ma evidentemente dell'agenzia che per prima lo vede come qualitativamente inferiore. Però chissà perchè moltissime amministrazioni pubbliche lo hanno adottato risparmiando fior di NOSTRI QUATTRINI che prima erano spesi per le licenze.

3) E' ovvio che per la versione 1.0 non si sviluppa più niente. E' come se si sviluppassero programmi che girano solo su Win98. Che senso avrebbe? La cosa giusta da fare non è chiedere componenti per la 1.0 ma aggiornare le attuali installazioni 1.0 alla versione 1.5. Se non lo si fa dopo non ci si può lamentare che il sito è stato craccato! La colpa è di chi ha continuato ad usare una versione ormai vecchia. E un aggiornamento non è difficile da fare (a parte dalla 1.0 alla 1.5, ma è un'eccezione). Ed è comunque fattibile autonomamente dal cliente, se lo sa fare. E se non lo sa fare anche se ha un software proprietario comunque l'aggiornamento lo paga. Nessuno glielo da gratis.

4) Il problema non si pone: si va da un mantainer che supporta a pieno l'Open Source.

Mi creda, quando le persone inizieranno a capire che la stessa cosa che ora pagano la possono avere anche gratis non credo che le software house closed source avranno lunga vita (a parte le varie Adobe e compagnia che sviluppano software che per il momento non sono sostenibili se fossero Open Source).

Sono sicuro che ci sono buoni motivi che l'hanno spinta a cambiare la sua opinione riguardo il software open source. Ma credo anche che questi che mi ha elencato non lo sono. E sono sicuro che se lei per primo fosse stato cliente di qualcuno che Joomla! (o chi per esso) lo sa usare bene forse a quest'ora non avrebbe preso una simile decisione. Per parte mia non cambio idea.

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Ulteriori chiarimenti

Bisogna pagare un professionista esterno per usare l'open source: è vero anche per Windows quando portiamo il PC ad aggiustare. È invece in parte più reale l'assenza di soggeti qualificati che sappiano mettere le mani su software open source, nello specifico che sappiano risolvere problemi legati alle distribuzioni di sistemi operativi open source come Ubuntu.

Lato web, invece, ogni giorno nascono come funghi nuove agenzie o sedicenti tali disposte a mettere le mani su software open source. Alcune lo sanno fare bene, altre molto meno, ma d'altra parte è ciò che succede in qualunque settore.

L'Assistenza all'open source costa di più: in realtà sono le agenzie che alcune volte fanno costare di più l'assistenza, aiutate anche dalla molta disinformazione a riguardo che affligge l'utenza finale.

In realtà queste agenzie non hanno alcun costo di sviluppo e spesso non sviluppano assolutamente nulla ma si limitano a configurare soluzioni create dalla comunità. E' facile intuire come una politica aziendale che imponga costi maggiori per i software open source è non solo poco corretta ma addirittura a lungo andare può danneggiare l'immagine stessa dell'azienda: la situazione, infatti, complici anche articoli divulgativi come questo, sta rapidamente mutando e la maggiore attenzione intorno al mondo del software open source sta portando gli utenti ad approfondire il tema. Non ci si può aspettare di riuscire a fregare gli utenti ancora per molto.