Personalmente mi sono sempre trovato d'accordo con quanti vedevano intrinseco al marketing il fattore "truffa". Non intesa nel senso stretto del termine ma inteso come una serie di tecniche volte alla conclusione della vendita a scapito del cliente che, suo malgrado, si trova a spendere soldi per il prodotto acquistato, più o meno consapevolmente.

Quando mi sono avvicinato ad Internet alcuni anni fa ho avuto maggiore consapevolezza di questo ed oggi che studio anche questi argomenti ne ho la quasi totale certezza.

Eppure vengo in parte smentito da un articolo che arriva addirittura dall'Harvard Business Review. Ed ancora più sconcertante il fatto che a proporlo sia una vecchia volpe del settore che si è mossa per oltre 36 anni negli uffici vendite della Ball Corporation: Clif Reichard.

Al momento Clicf Reichard è vicepresidente del sales department dell'azienda e proprio da lui, l'ultima persona dalla quale me lo aspetterei, arriva il consiglio: mettete etica nel vostro marketing.

Secondo Reichard è ora di smetterla di vedere il marketing come una guerra, da giocare con ogni mezzo, ortodosso e non.

L'epoca in cui Theodore Levitt definiva il vendere come una serie di tecniche volte allo scambio di denaro contro un prodotto, indipendentemente dal valore effettivo dei due beni (leggi qualità del prodotto) pare essere finita.

Non solo per una questione di pura etica, bensì per motivi che definirei di sano egoismo: l'immagine.

Che figura fanno tutte quelle aziende che vendono prodotti scadenti ai propri clienti? Che figura fanno quanti utilizzando le più raffinate tecniche di marketing per appioppare ai clienti i propri prodotti senza poi nemmeno offrire un servizio clienti decente?

Pessima, senza dubbio. Eppure ne esistono. Chissà che questo articolo non cambi le cose. Anche se...