Amazon ha lanciato Pages, Analytics e Posts, tre servizi che permettono alle attività commerciali di avere la propria presenza sul sito di uno dei più grandi negozi online, comunicare con i propri clienti e misurare i ritorni.

Pages è il servizio di Amazon che permette alle attività commerciali di avere una pagina con URL personalizzato del tipo Amazon.com/BrandName.

Nulla di nuovo rispetto a quanto già non facciano Facebook o Twitter.

Le nuove Pages sono il trampolino di lancio che Amazon sfrutterà per entrare di prepotenza nel mercato del social commerce, un mercato non ancora florido ma dal potenziale enorme e anche molto affollato se si considera che vede "giocare" player come Google, Facebook, Twitter, Pinterest o il recentissimamente acquisito da Apple The Fancy.

La strategia di Amazon è da apprezzare perché avulsa da "campanilismi" che ci si sarebbe aspettati da altri big (come Google, per esempio, che già lo ha fatto): infatti, oltre alle Pages, Amazon ha lanciato anche Posts, il servizio che, in coppia con il primo, Pages, permette di postare tweet, oops, posts di 140 caratteri.

La strategia è apprezzabile, si scriveva, perché questi post possono essere automaticamente condivisi anche su Facebook. E Facebook è un concorrente di Amazon nel mercato del social commerce. Con questa mossa Amazon lo classifica come "semplice" social network, status che i dati sembrano confermare.

Non c'è due senza tre e quindi Amazon ha lanciato anche un terzo servizio: Analytics.

Senza misurazioni non si hanno dati per capire se si stanno facendo le cose per bene o meno.

D'altra parte tutte le operazioni sono gestite da Amazon Marketing Services, che ha anche pubblicato una guida in PDF per istruire i merchant sull'uso del nuovo trio di strumenti.

Ma le novità non finiscono qui.

Già da qualche mese, infatti, Amazon, insieme ad altri noti big come Google, ha dimostrato il proprio interesse verso i nuovi domini di primo livello che si sta pensando di introdurre su Internet (.shop, .buy, .group, .room).

Come osserva giustamente HostingTalk, quindi, la minaccia Amazon non è solo per i big, ma anche per i medium business del mercato hosting e housing, che ora si trovano contro un gigante.

Amazon contro tutti si potrebbe dire. E Amazon lo sa e si prepara.

La strategia prevede, infatti, anche un piano di espansione in Europa. Sono recentissime le notizie dell'apertura di nuovi stabilimenti in Sardegna (500 posti di lavoro) e del quarto avamposto in Francia (2500 posti di lavoro, contando anche l'indotto).

Ma più che Google o Facebook, a preoccuparsi deve essere eBay, il primo concorrente di Amazon nel commercio elettronico.

L'esperienza che Amazon sta creando per i propri utenti e per i propri clienti, infatti, va nella stessa direzione.

Anche eBay, infatti, ha avviato da qualche mese a questa parte, una serie di attività che stanno pian piano trasformando il colosso delle vendite all'asta in un social e-commerce, più moderno, più sicuro, più conveniente.