L’avventura di un merchant: Gianluca Bassi di EmmebiStore

Merchant's Experience è uno spazio dedicato ai commercianti elettronici che vogliano condividere la propria avventura nel mondo dell'e-commerce. Oggi Gianluca Bassi ci parla di come, per caso, grazie ad un amico, ha scoperto il mondo del commercio elettronico e di come abbia dovuto lottare con se stesso per modificare le proprie convinzioni che gli facevano vedere il commercio elettronico come una leggenda cui non prestare attenzione. E invece...
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Chi sono

Mi presento, mi chiamo Gianluca Bassi ho 37 anni e sono, come si dice oggi, un “giovane imprenditore”.
Ho una figlia e conseguentemente una moglie e lavoro da 20 anni nel settore della distribuzione del materiale elettrico.

Cosa faccio nella vita

Da piccolo quando avevo più o meno sei anni, ricordo bene che la mia gioia non era andare a giocare con gli amici (ero strano già all’epoca!) ma stare con mio padre (che Dio l’abbia in gloria) nel suo negozio. E già, sono commerciante figlio di commercianti (da tre generazioni) e la mia passione e’ stata sempre quella: il materiale elettrico.

Così, finiti gli studi, ho intrapreso subito l’attività stravolgendo un pò il modo di pensare anche di mio padre, ovviamente non senza difficoltà. Dopo quasi 20 anni, mi sono reso conto che rispetto a quando avevo cominciato, i tempi e le cose erano radicalmente cambiate. La gente che non paga, la crisi economica e l’invasione del mercato cinese, che ha stroncato uno dei capisaldi sui quali ho fondato sempre la mia attività: la qualità.

Così ho cominciato a girarmi intorno, per cercare di capire in che modo uscire dall’empasse, in che modo salvare un’azienda viva da oramai quasi 90 anni. Un giorno per caso il mio amico Raffaele, mi propone un progetto e-commerce, cominciando a parlarmi di CMS, di html e di tutta una serie di cose che all’epoca, lo ricordo benissimo, mi confusero ancora di più le idee. Visto il mio scetticismo, Raffaele decise di farmi capire un po’ meglio e il secondo incontro fu decisamente più produttivo…

Il progetto che nasce

Così un po’ spaesato, cercai di farmi spiegare meglio cosa voleva dirmi, anche se pensavo “ma figurati se una cosa del genere può essere costruttiva, ma figurati se la gente perde tempo a comprare su internet”.
E questo fu il mio primo errore di valutazione.

In merito a questo, devo ammettere che la mia prima difficoltà fu proprio riuscire a superare una certa forma mentis, dovuta a tanti anni di attività off-line. Riuscire a capire un concetto che poi ho capito appieno dopo.

Il mio secondo errore di valutazione, in fase di progettazione fu il pensare che avere un sito e-commerce non mi avrebbe portato alcun tipo di impegno, che tutto sarebbe andato per fatti suoi e che mi sarei dovuto limitare ad inserire un prodotto qua e la ogni tanto, quando ne avevo voglia e tempo … ma anche questo lo vedremo dopo

EmmeBi Store: materiale elettrico online

Così prendeno la cosa decisamente sotto gamba scelsi il nome, Emmebistore appunto (le iniziali del nome e cognome di mia figlia Marianna) anche per dare una continuità all’azienda. Pensai infatti che l’azienda offline che rappresenta presente e passato, aveva e ha il nome di mio padre e che l’azienda online che rappresenta il futuro, dovesse avere il nome di mia figlia.

Tutto comincia con inserimento prodotti e con un sito decisamente carente di informazioni. Ero un po’ confuso e spaesato anche perché dopo un mese online, non ci era arrivato nemmeno un ordine.

Pensai subito al flop, pensai che avevo ragione e che stavo perdendo il mio tempo, per seguire le fantasie del mio amico. Ma dopo un paio di giorni il primo ordine… due placche. ”Ed io che pensavo chissà che”.

Poi convinto sempre che tanto non mi sarebbe costato niente tenerlo lì, ho lasciato, ovviamente con scarsissimi successi, che le cose proseguissero da sole. Tre giorni, un altro ordine e poi un altro ancora e ancora un altro. In una settimana tre ordini! Cominciai a pensare allora di dedicarci un po’ piu’ di tempo, decisi di abbellirlo un po’, di curarlo, proprio come avrei curato mia figlia. Così sempre grazie all’aiuto di Raffaele e di mia moglie (che fa la grafica) un po’ alla volta apportammo delle migliorie anche ascoltando la voce dei nostri clienti, senza avere la presunzione di sapere già tutto, perché oramai cominciavo a capire che il mercato on-line era completamente diverso da quello tradizionale.

AdWords e SEO

Nella fase dei miglioramenti (che non finiscono mai su un sito web) decisi di affidarmi a Google per la mia pubblicità. Non so se la scelta fu fausta o meno, so solo che nel giro di due mesi gli ordini aumentarono in maniera esponenziale a fronte però di una spesa decisamente elevata! Preso da una crisi mistica, decisi di capirne qualcosa in più di quelle cose delle quali ogni tanto sentivo parlare ma che fino a tre mesi prima mi sembravano solo malattie (SEO, Advertising, Adwords, Analytics, Webmaster Tool ecc. ecc.).

Mi misi a studiare, capendo, con mia grande sorpresa e con un certo iniziale smarrimento, che un sito web non cammina affatto da solo, ma che oltre a curare grafica e clienti, andavano curati anche e soprattutto i contenuti!

Le difficoltà

Non nascondo che ne ho molte ancora oggi, e anzi oggi forse più di prima, perché oggi sono un po‘ più conscio di quello che sto facendo e dell’obiettivo che mi sono posto.

Mi sono reso conto che l'e-commerce presenta tutta una serie di vantaggi, legata alla gestione del tempo e dei pagamenti, ma anche un lavoro che è decisamente più impegnativo della vendita off-line.

Inserire prodotti, produrre video, inserire e scrivere contenuti, costruzione e indicizzazione delle landing page (oggi ne abbiamo solo tre: una dedicata alle placche Bticino Axolute, una alla Vimar e un’altra in itinere di cui non vi dico ancora nulla) oltre a rispondere alle mail e preparare la merce da spedire. Queste sono solo alcune delle cose che giornalmente vanno fatte per tenere in piedi un sito web.

Conclusioni

Oggi i risultati mi appagano ma non mi soddisfano, mi fanno capire che sono sulla buona strada, ma sono consapevole che di strada da fare ce n’è ancora tanta. Un anno di attività e più di duemila ordini evasi, mi sembrano un inizio incoraggiante, perseguendo il sogno, un giorno di poter vivere solo di questo.

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2016-10-28T11:18:20+00:00 By |Categorie: Blog|Argomenti: , , , |

2 Commenti

  1. Paolo Confortini 26 marzo 2012 al 17:02 - Rispondi

    Ciao Gianluca,
    ti faccio i miei migliori complimenti per la tenacia e la volontà di arrivare in un progetto all’inizio per te molto complesso da capire.

    Si l’online e l’offline sono due tipi di vendita completamente diversi. L’approccio all’acquisto dei due diversi target sono completamente differenti.

    Un progetto come il tuo viene molte volte sottostimato, quotidianamente assisto a casi dove non si pensa un attimo a spendere centinaia di migliaia di euro per fare un negozio offline e poi si voglia spendere 1000 euro per avere un ottimo negozio online.

    Non è ovviamente il tuo caso sopratutto perchè l’approccio allo startup è stato differente.

    I possibili nuovi merchant online devono capire, come hai capito tu, che “dietro le quinte” di un sito di ecommerce il lavoro da svolgere è tanto, tantissimo e quindi il budget da assegnare allo startup deve essere proporzionato.

    Ancora i miei migliori auguri di un immenso successo!

    Ciao, Paolo.

  2. Antonio Cicirelli 31 maggio 2012 al 17:12 - Rispondi

    Ciao Gianluca, anche i ti faccio i miei complimenti.

    Sono davvero contento di sentire finalmente un parere da “dietro le quinte”, un parere onesto e sincero che fa capire che il mondo del commercio elettronico non è tutto rose e fiori, ma richiede comunque impegno e passione imprenditoriale.

    Un e-commerce non è un solo un sito internet, ma una vera attività, che va curata e seguita. E quando questo viene fatto può dare grandi soddisfazioni.

    Ti auguro di trovare presto la tua personale soddisfazione con questa attività.

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