Open source: Vantaggi e Svantaggi

L'open source è un modello di sviluppo del software alquanto dibattuto dal momento che prevede il rilascio del codice sorgente. Questa peculiare caratteristica lo ha portato ad essere considerato una manna per il progresso tecnologico, da un lato; un modello poco profittevole dall'altro. Seguendo le linee guida dell'open source ci si scontra inevitabilmente con due interessi contrapposti: il profitto da un lato; lo sviluppo tecnologico e la libertà dall'altro.

Nel mezzo stiamo noi che come il terzo possiamo godere tra i due litiganti. Vediamo come.

Nel corso degli anni i sostenitori dell'open source sono cresciuti a dismisura nel numero, la sua importanza e notorietà nel mondo business pure. Ciò nonostante sono ancora molte le incertezze, la confusione e le conseguenze poco chiare derivanti dall'adozione di software open source in azienda.

Continuo con questo articolo la serie dedicata al mondo open source con la quale vorrei riuscire a chiarire i molteplici aspetti oscuri di questo mondo con la speranza di non risultare fazioso e magari di riuscire a far comprendere a te come esso possa aiutare non solo utenti privati ma soprattutto i business di ogni settore a sviluppare soluzioni tecnologicamente rispondenti alle diverse esigenze di ciascuno senza trascurare l'affidabilità e la sicurezza.

Vediamo, quindi, quali sono gli svantaggi (pochi per la verità) e gli innumerevoli vantaggi ottenibili con l'uso di software open source.

Vantaggi

Open source vuol dire Scalabilità

La scalabilità è la proprietà che ha un sistema di aumentare o diminuire la propria capacità (di calcolo, di usabilità, ecc.) in funzione delle esigenze concrete di chi ne fruisce ed in funzione delle risorse disponibili. Senza parlare in termini generali, ma rimanendo ancorati all'ambito dell'ecommerce, potresti avere l'esigenza di aprire un blog, di permettere il download di file, di inviare newsletter dal sito e di fare tutta una innumerevole serie di altre cose.

Se il tuo sistema è chiuso e chi lo ha sviluppato non ha previsto queste possibilità hai due alternative: o ti informi presso lo sviluppatore sul se sia disposto a fornirti una tale soluzione (blog, sistema di newsletter, ecc.) oppure, in caso negativo, togli di mezzo tutto il sito (rectius butti i soldi investiti) e te ne fai fare uno nuovo da uno sviluppatore che abbia previsto soluzioni che rispondono alle tue esigenze.

In genere con l'open source questo non accade perchè una soluzione open source può essere estesa, modificata e migliorata da chiunque ne abbia la capacità e le competenze. Se il tuo sito fosse stato open source e chi lo ha allestito per te non fosse stato capace di scalarlo alle nuove esigenze, anzichè doverlo chiudere (rectius buttarlo!) e comprarne uno nuovo, avresti semplicemente cambiato sviluppatore affidandoti a qualcuno di diverso che fosse stato in grado di eseguire il lavoro di cui necessitavi. Non solo elevata scalabilità, dunque, ma anche libertà, intesa come libertà di scegliere, che è il prossimo vantaggio dell'open source.

Libertà di scelta dei partner/fornitori

In uno scenario come quello precedente, in cui la tua era una soluzione closed source, l'unica alternativa a tua disposizione era il radicale cambiamento della piattaforma con tutto ciò che questo comportava (reinserimento dei prodotti nel nuovo catalogo, trasferimento dei nominativi dei clienti nella nuova piattaforma, trasferimento degli ordini evasi e da evadere, blocco delle vendite nel frattempo, ecc.). Adottando una soluzione open source per l'ecommerce come PrestaShop, Magento, OSCommerce o Virtue Mart, invece, l'unica cosa che dovrai cambiare è lo sviluppatore.

In questo modo sei libero di affidarti a chi vorrai, al più bravo o al meno costoso , ma sempre potendo decidere in modo indolore, autonomo e consapevole quali devono essere i tuoi partner e/o fornitori di servizi.

(Potenziale) Interoperabilità dei sistemi

Rimaniamo nell'esempio del titolare di un ecommerce che voglia implementare una soluzione per gestire le newsletter o un blog.

Con un sistema closed source, come al solito, hai poche possibilità:

1) Ti fate creare una soluzione su misura dallo sviluppatore che ti ha allestito l'ecommerce (NOTA: soluzione che o sarà open source come WordPress o verrà sviluppata ex novo ma che non potrà mai competere con le concorrenti open source, come Joomla! o WordPress);

2) Decidi che è venuto il momento di buttare alle ortiche tutto ciò che hai (rectius di buttare tutti i soldi che hai speso fino a quel momento) e di passare all'open source;

Nel primo caso lo sviluppatore può creare una soluzione su misura che però non potrà mai competere con quelle open source, per esempio non avrà la possibilità di essere estesa tramite plugin (come WordPress, Joomla! o MovableType) perchè realizzare una soluzione del genere da zero richiede competenza ma soprattutto tempo e denaro (denaro tuo!). Da considerare, inoltre, che molto spesso anche chi sviluppa codice closed source in tali casi si affida comunque a soluzioni open source. Se sei fortunato te lo dice (e quindi sai che COMUNQUE HAI UNA SOLUZIONE OPEN SOURCE), nel peggiore ti frega letteralmente e ti dice che la soluzione è proprietaria e sviluppata da loro (questa cosa è capitata a me personalmente).

Molto probabilmente, poi, le soluzioni saranno slegate tra loro, nel senso che avrai codici d'accesso diversi e pannelli di controllo diversi per il blog e per l'ecommerce. Può sembrare irrilevante ma nella pratica è una seccatura che magari ti porterà ad usare gli stessi codici di accesso su entrambe le piattaforme e così potrete dire addio alla sicurezza e all'usabilità del sistema.

Personalizzazione estrema con possibilità di eliminare le cose inutili

Una soluzione open source fa esattamente ciò che tu vuoi faccia. Avrai un sistema snello e perfettamente adattato alle tue esigenze. Questo è particolarmente vero nel caso si usi un sistema operativo open source come Ubuntu o Slackware (molto di più in questo secondo caso e ricordo che stiamo parlando non di programmi per l'ecommerce ma di sistemi operativi come Windows - che però è tutt'altro che open source).

Nell'ambito del commercio elettronico questa caratteristica si identifica con la possibilità di avere solo il carrello e il catalogo o di aggiungere il famoso blog o sistema di newsletter. Quindi investimenti e funzionalità su misura sono un'altro vantaggio fondamentale dell'open source.

Ampia disponibilità di risorse informative e di supporto online

L'open source è fatto per le persone, per chi utilizza i programmi, non per chi i programmi li fa. L'aspetto economico passa in secondo piano ed è per questo che le soluzioni open source mettono a disposizione di chi le utilizza ampie raccolte di risorse utili come guide all'uso, guide alla personalizzazione, forum di supporto e tutta un'altra serie di informazioni interessanti per chiunque si trovi ad utilizzare il software.

Questa ampia disponibilità di risorse si lega strettamente con altri vantaggi già esposti come la libertà di scegliere il partner tecnologico che si preferisce e che si atteggia addirittura a libertà di non sceglierne nessuno. Io, per esempio, ho sviluppato il mio sito di commercio elettronico da solo, usando Joomla! e VirtueMart e senza l'aiuto di nessuno. Quando ho avuto qualche difficoltà ho chiesto informazioni sul forum di VirtueMart e su quello di Joomla! ed ho risolto così i miei problemi.

Ma ho potuto fare tutto da solo perchè la soluzione che ho scelto è open source, perchè posso accedere al codice sorgente, perchè posso modificarlo come voglio (sempre nei limiti delle mie capacità tecniche), perchè ci sono ampie e dettagliate risorse che spiegano come funziona il software.

Se non avessi avuto la capacità di falo da solo avrei potuto benissimo scegliere a chi affidarmi, chiedere informazioni sui forum, informarmi in rete. Questo vuol dire libertà: possibilità di fare qualcosa solo perchè lo voglio e non perchè sono constretto ad affidarmi al primo venuto o al primo Azzeccacodice (dal manzoniano Azzeccagarbugli :D) che ho incontrato.

Con una soluzione closed source tutto questo non è nemmeno pensabile!

Aggiornamenti continui e gratuiti

Il fatto che un software sia open source non deve far credere che sia poco supportato in termini di progresso, implementazione di nuove funzioni o di correzione dei buchi nella sicurezza.

I maggiori software open source sono molto ben supportati o perchè sostenuti da vere e proprie aziende (non azienducole ma veri e propri colossi come SunMicrosystems o Google!) o perchè hanno alle spalle comunità molto forti di volontari e soprattutto amatori/appassionati.

In entrambi i casi vengono frequentemente e con regolarità rilasciati aggiornamenti che permettono di avere un sistema stabile e sicuro.

Ovviamente non tutti i software open source sono così supportati così come non tutti i software closed source sono da buttare. Tutto sta nel saper scegliere, ed è anche per questo che è nato eCommercers.net :D.

Disponibilità del sorgente

Di vantaggi ne ho illustrati tanti ma il maggiore, il principe dei vantaggi dell'open source, l'ho lasciato per ultimo. E' da questa caratteristica che deriva tutta la potenza dell'open source: la disponibilità del codice sorgente del programma, la possibilità di leggerlo, modificarlo, migliorarlo, adattarlo a proprio piacimento.

Ed infatti Open Source vuol dire Codice Aperto. Non la gratuità ma la disponibilità dei codici sorgente fanno di un software l'essere Open Source. La gratuità è una EVENTUALE conseguenza di questa disponibilità.

E la possibilità di leggere il codice sorgente mi mette al riparo da innumerevoli pericoli quali buchi nella sicurezza, accessi non autorizzati, blocchi del sistema risolvibili solo dallo sviluppatore, ecc.

Con un software open source ho il pieno controllo del mio programma e di quello che gli faccio gestire e fare!

Senza contare i vantaggi già illustrati come la possibilità di affidarsi a chi si sceglie e non a chi si trova, senza dover ogni volta reinventare la ruota, la possibilità di integrare sistemi diversi (sempre open source), ecc.

Svantaggi

Ma non è tutto oro ciò che luccica, come al solito.

Anche l'open source soffre di alcune tare che lo hanno frenato per lungo tempo. Vediamo quali sono.

Mancanza di driver

Quando compri una fotocamera o una stampante nuova per farla leggere a Windows devi installare i cosiddetti driver, dei programmini che permettono al computer di comunicare con la periferica (macchina fotografica, iPhone, stampante, ecc.).

L'open source non ha prodotto solo software per il commercio elettronico o l'editoria, anzi è nato con il primo kernel, Linux, sul quale sono poi stati sviluppati innumerevoli sistemi operativi (Windowse è un sistema operativo ma closed source) come Ubuntu, Slackware, Debian, ecc.

Purtroppo, complice una politica restrittiva dei maggiori produttori di hardware, per questi sistemi operativi non venivano rilasciate le informazioni necessarie per creare i driver. La diretta conseguenza era la difficoltà di utilizzo delle varie perfieriche.

Ma questo svantaggio (che peraltro diminuisce di mese in mese), a meno che tu non voglia utilizzare un sistema operativo open source, non riguarda il commercio elettronico dal momento che i siti di ecommerce non hanno bisogno di driver e, soprattutto per quanto riguarda il web, i maggiori programmi che lo fanno funzionare sono open source (Apache, PHP e MySQL sono tutti software open source e sono installati sulla stragrande maggioranza dei server presenti nel mondo).

Quindi uno svantaggio relativo per chi fa ecommerce e inoltre uno svantaggio che sta tendendo a scomparire con la nascita di nuove distribuzioni open source come Ubuntu che sono volte alla semplicità di utilizzo (e che io ho completamente sotituito a Windows).

Senza considerare che nuovi, immensi player come Google sono scesi in campo e saranno certamente in grado di imporre nuovi standard e nuovi modelli.

Spesso manca l'assistenza post vendita professionale

Un'altro svantaggio che viene attribuito all'open source (ma parliamo sempre di sistemi operativi o comunque di software avanzati e non di sistemi di commercio elettronico!) è la mancanza di assistenza.

In realtà manca l'assistenza (e non è nemmeno del tutto vero poichè sono sempre di più le nuove e vecchie imprese che iniziano a fornirne) perchè manca la domanda.

Sono convinto sia una situazione destinata a cambiare dato l'enorme numero di soggetti privati, aziende e pubbliche amministrazioni che stanno passando al software open source.

Mancanza di applicazioni business

Questo è lo svantaggio più reale tra i tanti attribuiti all'open source.

Come sopra, però, non dipende dall'open source in sè ma dalla mancaza di domanda di software business per sistemi open source. E' un circolo vizioso: le grandi software house non rilasciano i propri prodotti per i sistemi operativi open source impedendo, di fatto, alle persone di utilizzarlo e poi dicono che non le rilasciano perchè non ci sono abbastanza persone che le userbbero. Un cane che si morde la coda.

Ma anche questo è destinato a cambiare. Il software open source viene adottato da sempre più persone, da sempre più imprese ed ora sta penetrando anche nel mercato dei servizi destinati alla PA. Mutamenti destinati ad incidere profondamente sull'assetto e sulle strategie di tutti i player.

Alcune note e conclusioni

Dal breve elenco di vantaggi e svantaggi si può notare chiaramente come i primi sorpassino abbondatemente in numero e qualità i secondi.

Potrebbe apparire inverosimile l'esistenza di un mondo basato su principi che sembrano ormai persi nel mondo in cui siamo abituati a vivere. Eppure un mondo così esiste e non si basa solo sull'altruismo ma sulla sapiente combinazione di interessi personali, interessi economici (l'open source, contrariamente a quanto si pensa, si può vendere!) e moralità, ingrediente, quest'ultimo, sempre meno considerato nel mondo reale e che ha portato come conseguenze quelle che vediamo tutti i giorni passeggiando per strada o ascoltando il telegiornale.

Può apparire inverosimile anche che software houses rilascino il codice sorgente dei propri programmi, codice che dovrebbero vendere e che dovrebbe dar loro il pane quotidiano. Eppure è così, non perchè queste siano aziende stupide (vivono bene nel mercato mondiale e non hanno alcun segno di cedimento), bensì perchè il mondo sta cambiando. Fino a 10 anni fa era impensabile riuscire a vendere in Cina rimanendo a Poggibonsi eppure oggi sappiamo che è possibile proprio grazie all'ecommerce. Le rivoluzioni sono così, assisti a ciò che succede e hai solo 3 alternative:

1) Determinare gli eventi

2) Assistere al loro manifestarsi

3) Domandarti cosa sia mai accaduto una volta che si sono manifestati

Scegliere in quale delle tre categorie si vuole stare è cosa personalissima. Spero solo che ora tu abbia gli strumenti per farlo consapevolmente ed essendo soprattutto informato.

Io però lo so che LA domanda ti sta frullando nella testa: ma come fanno a guadagnare? Chi sopporta i costi connessi alla gestione di progetti tanto complessi? Come sopravvive l'open source se tutto è gratuito?

La risposta te la darò nei prossimi articoli. Questo è diventato già abbastanza lungo.

2017-04-29T20:21:50+00:00

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