Perchè 10 commercialisti danno 10 risposte diverse?

Leggendo i post sui vari forum di imprenditoria prima o poi ti imbatti in qualcuno che, fatta la stessa domanda a più professionisti, siano essi avvocati o commercialisti, ha ricevuto risposte sempre diverse.

Così all'iniziale domanda se ne aggiunge un'altra: perchè 10 commercialisti o avvocati mi danno 10 risposte diverse se la domanda è sempre la stessa?

Ho ritenuto opportuno dare una risposta a questa domanda perchè può essere molto frustrante voler fare le cose come si deve e non riuscirci, tra l'altro non per colpa propria ma semplicemente perchè non c'è chiarezza.

Si rischia di diventare matti!

La legge è certa...

Ora qualcuno storcerà il naso ma purtroppo la dura verità è che la legge non è certa. Non sempre, ma alcune volte non lo è.

All'Università mi hanno fatto leggere testi su testi riguardanti questo problema che esiste e viene studiato dagli operatori del diritto. Una soluzione, però, dalla notte dei tempi, non è stata ancora trovata. E non credo la si troverà mai.

...Ma l'interpretazione no!

Il problema è l'interpretazione.

Un antico brocardo latino recita In claris non fit interpretatio che vuol dire più o meno che "nelle questioni chiare non si fa luogo ad interpretazione" (cfr. Wikipedia).

Nel Codice civile si dice che "Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle sue parole secondo la connessione di esse e della intenzione del legislatore" (art. 12, comma 1 disp. prel.). Purtroppo la relatà è diversa.

Nel tempo, infatti, sono stati elaborati altri criteri che si slegano dal testo della legge e vanno a cercare la volontà del legislatore, altri che leggono la norma alla luce delle altre presenti nell'ordinamento, altri che cercano di estendere l'applicazione di una norma a fatti diversi da quelli in essa previsti.

Ma il problema maggiore è molto più semplice: spesso il legislatore non è chiaro. Perchè la normativa è stata più volte modificata nel corso del tempo, perchè i termini utilizzati sono imprecisi o eccessivamente generici, perchè una norma contraddice l'altra e potrei elencare molte altre cause.

Il risultato è che in alcune materie capire cosa si può fare e cosa no o capire come si deve fare una cosa può essere molto complicato.

Un esempio: quando si è imprenditori?

Parliamo di commercio elettronico e quindi di impresa. L'esempio mi pare calzante.

L'articolo 2082 del Codice civile recita: "È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi".

Questa norma ti pare chiara nella sua formulazione?

Se ti dicessi che qualcuno crede non sia chiara ci crederesti?

Senza scendere nel dettaglio fidati se ti dico che alcuni hanno detto che non è chiara e si sono chiesti se Tizio può essere considerato imprenditore ai sensi del 2082cc (con tutto ciò che ne deriva).

Tizio, infatti, ha stipulato un contratto di locazione per un negozio, ha acquistato dei mobili per arredarlo, ha acquistato delle merci ma non ha ancora iniziato a vendere nulla.

Tizio è imprenditore o non è imprenditore?

L'attività svolta da Tizio sino a questo momento è economica, è organizzata ed è professionale perchè c'è il contratto di locazione, c'è l'acquisto dei beni per svolgere l'attività e c'è l'acquisto di quelli da rivendere. Tuttavia, in concreto l'attività non è stata ancora iniziata. Ma la norma non chiede che essa sia stata iniziata in concreto. E quindi? La domanda rimane: Tizio è imprenditore o non è imprenditore?

Ma allora non sarò mai sicuro di stare facendo le cose come si deve!?

Si e no.
L'unica cosa che puoi fare è iniziare a chiedere ai vari professionisti e appuntarti cosa ti dice ognuno di loro.

Se ci sono delle differenze nelle risposte dici espressamente che ti sei informato e che sai che ci sono delle alternative.

Se il professionista con il quale stai parlando è ben informato capirà che cosa gli stai dicendo e ti dirà se è una soluzione possibile o meno. Se ti dice che non è possibile chiedi perchè.

Insomma, insisti, informati e cerca di smascherare gli azzeccagarbugli.

Ma ricorda: devi rispettare le competenze e rimanere umile! Tu NON sei un avvocato e NON sei un commercialista!

Com'è difficile fare l'imprenditore!

2016-10-28T11:22:21+00:00 By |Categorie: Blog|Argomenti: , , , , , |

4 Commenti

  1. Augusto_forino 26 luglio 2010 al 09:00 - Rispondi

    Ma che articolo! Tizio assume la qualifica di imprenditore quando dara inizio alla attività. quando sara’ iscritto al registro delle imprese ecc ecc. Tizio, infatti, ha stipulato un contratto di locazione per un negozio, ha acquistato dei mobili per arredarlo, ha acquistato delle merci ma non ha ancora iniziato a vendere nulla.

    Tizio è imprenditore o non è imprenditore?

    L’attività svolta da Tizio sino a questo momento è economica, è organizzata ed è professionale perchè c’è il contratto di locazione, c’è l’acquisto dei beni per svolgere l’attività e c’è l’acquisto di quelli da rivendere. Tuttavia, in concreto l’attività non è stata ancora iniziata. Ma la norma non chiede che essa sia stata iniziata in concreto. E quindi? La domanda rimane: Tizio è imprenditore o non è imprenditore?
    io vivo in affitto , ho una macchina per fare il pane e ho comprato all ingrosso delle saponette. Sono imprenditore? no! Non sei avvocato Non sei commercialista… ma sei un abile Blogghista!

    • Aerendir 1 novembre 2010 al 22:35 - Rispondi

      Eh eh, banalizzare non cambia la realtà dei fatti. Ti assicuro che le cose stanno così. Grazie del commento!

      • Aerendir 9 settembre 2011 al 14:45 - Rispondi

        Tu scrivi….: ..Tuttavia, in concreto l’attività non è stata ancora iniziata. Ma la norma non chiede che essa sia stata iniziata in concreto…. Ma e’imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi\”. Per esercitare professionalmente significa che l’attivita’ e’ iniziata, non trovi? Il testo e’ chiaro, basta leggere con attenzione.Saluti.

        • Aerendir 23 settembre 2011 al 20:50 - Rispondi

          🙂 Sapevo che ci si sarebbe attaccati al singolo esempio ed è proprio per questo che l’ho fatto: il tuo commento dimostra chiaramente di come la legge non sia affatto certa.La \”professionalità\” di cui parla la norma indica abitualità (questo è il contenuto che normalmente in dottrina e giurisprudenza viene dato al concetto di professionalità). Ma se ancora non vendo può dirsi che la mia attività è abituale e quindi professionale?Come vedi la norma non richiede che l’attività sia iniziata ma il fatto che richieda che sia esercitata professionalmente porta a chiedersi quando, in concreto, un’attività può dirsi professionale.Ovviamente lo scopo del post non è quello di esporre le varie tesi in merito, sarebbe anche fuori luogo per un blog atecnico. Ma questo breve scambio di commenti avvalora il concetto oggetto del post: della legge è certo solo il testo. Quando poi si tratta di dargli un contenuto concreto affinchè lo si possa applicare ne possono succedere di tutti i colori.Grazie mille dello spunto!

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