The State of B2B Social Media Marketing [INFOGRAPHIC]

Negli ultimi anni il boom di Internet e del commercio elettronico e la nascita di piattaforme di social networking hanno attratto l'attenzione di chi si occupa di marketing. Le aziende sempre più spesso hanno almeno una pagina Facebook e le più evolute si spinono fino al cinguettio su Twitter.

L'infografica di oggi elaborata da Mashable evidenzia, però, alcune carenze dovute sia a forme mentali legate a vecchi modelli, sia all'incapacità di comprendere a pieno i nuovi strumenti ed utilizzarli in modo efficace.

I nuovi media sociali dovrebbero essere utilizzati per comunicare meglio con i propri utenti, per comunicare in modo bidirezionale con loro, non per veicolare messaggi pubblicitari fini a se stessi in perfetto old style. Eppure dai dati raccolti da Mashable emerge che appena il 32% delle aziende B2B li utilizza su base giornaliera per comunicare con il proprio pubblico. Trascurando quel 46% che addirittura li ritiene irrilevanti c'è un bel 60% di aziende che non ha personale dedicato alle attività di social media marketing mentre sono solo il 10% le aziende che pur comprendendone le potenzialità e volendo sfruttarle a tutti i costi si affida ad agenzie esterne.

Ragionando sui dati è possibile fare qualche utile considerazione che potrebbe aiutarci a comprendere meglio lo strumento (in realtà sono tanti gli strumenti) ed elaborare di conseguenza le giuste strategie.

La prima considerazione riguarda il forte ritardo delle aziende rispetto ad Internet. Le aziende semplicemente ancora non hanno capito che Internet è ormai importante quanto se non più del telefono o del FAX. Su Internet le persone cercano informazioni, cercano prodotti, leggono, comunicano, si danno appuntamenti, si incontrano. In una parola su internet le persone vivono (anche se solo parte - si spera - della propria vita). Per un'azienda è essenziale capire che essere su Internet vuol dire essere tra le persone ed essere tra le persone non vuol dire camminare in una piazza come un uomo sandwitch. Essere tra le persone vuol dire parlare con le persone, capire che vogliono, cosa pensano (di te, dei tuoi competitor, dei tuoi prodotti, ecc.), che dicono, a cosa si interessano.

La seconda considerazione riguarda l'immensa ignoranza (nessuna accezione dispregiativa!) che ancora circonda Internet e gli strumenti che offre. Ancora oggi ricevo su Facebook richieste di amicizia da parte di profili riconducibili ad aziende. Ancora oggi ci sono aziende che non hanno idea di cosa significhino termini come "social media ROI" o "conversion rate" o "targeting". Non sono cattive parole: vuol dire capire a chi ci si vuole rivolgere, in che modo e misurare la differenza tra quanto si spende e quanto si guadagna dopo aver applicato le strategie elaborate. Concetti così semplici ed elementari se rimangono tali off-line (qualunque azienda sa che prima di lanciar eun prodotto deve sapere a chi venderlo, quanto costa metterlo sul mercato e quale potrebbe essere il potenziale guadagno) diventano invece astratti e complicati se devono essere applicati on-line, al marketing in particolare. Forse perchè ancora si intende il social media marketing come un cartellone pubblicitario che non si saprà mai quanto ha funzionato.

La terza considerazione riguarda l'incapacità delle aziende di organizzarsi per essere on-line. Incapacità di organizzarsi intesa come incapacità di capire cosa c'è da fare e come lo si deve fare, quali strumenti usare, quando e per raggiungere quale obiettivo, in quali tempi, con quali costi e con quale profitto. La meno peggio delle aziende si tranquillizza spendendo cinquemila euro per un sito e una paginetta su Facebook. Non capisce che non tutto può essere esternalizzato: ci sono cose che l'azienda deve fare personalmente, con dipendenti dell'azienda stessa in grado di comunicare trasversalmente con tutte le ruote dell'ingranaggio, dal top management che decide al customer care che supporta i clienti, dal reparo maketing che elabora le strategie di comunciazione agli operai che fabbricano il prodotto.

Purtroppo non tutte le aziende, specie quelle di minori dimensioni e quelle micro, hanno a disposizione budget o risorse sufficienti da dedicare ai social media.

Però tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni, posso trarre vantaggio oltre che dalle riflessioni fin qui svolte, anche da alcuni utili consigli pratici.

  1. Considera i social media come come parte integrante dell'attività complessiva dell'azienda. I social media sono di supporto all'attività imprenditoriale. Con i social media si possono raccogliere feedback per migliorare il prodotto o si può offrire il supporto clienti, ci si può pubblicizzare o si può comprendere meglio il mercato. Se si integrano gli strumenti in una strategia essi produrranno ottimi risultati. Se si confonde lo strumento considerandolo esso stesso come una strategia (es.: aggiungere alla cieca amici su Facebook) allora i risultati saranno pessimi se non addirittura controproducenti (mi dà un immenso fastidio essere aggiunto su Facebook da aziende i cui prodotti non mi interessano minimamente).
  2. Non è assolutamente possibile usare tutti i social media che esistono. Facebook, Twitter, LinkedIn, FeedBurner, YouTube sono solo alcuni tra i più conosciuti social network oggi esistenti. Credi veramente che ogni giorno sia possibile postare su ognuno di essi? Credi che sia possibile sviluppare conversazioni interessanti su ognuno di essi? Credi davvero che le persone che li frequentano siano tutte interessate ai tuoi prodotti? Non sono solo io ad essermene accorto. Anche Chris Chariton, vice presidente dei servizi marketing e del product management per GlobalSpec, lo dice. Chariton suggerisce di agire sui social media con una strategia ben definita, con degli obiettivi: devi sapere cosa vuoi per elaborarla. Come fare la scelta allora? Leggi il punto 3...
  3. Prima di andare sui social media devi sapere chi stai cercando. Non tutte le persone usano tutti i social network. Ho amici che non sono su Facebook eppure vanno su YouTube praticamente ogni giorno. I tuoi clienti che fanno su Internet? Leggono blog (allora forse ne dovresti aprire uno!) oppure guardano video? Secondo Deanna Ferrari, Senior Account Executive di WordWrite Communications, è prima necessario capire dove sono i propri clienti e come si muovono, quindi andarli a cercare e parlarci. Questo dovresti fare anche tu.

Se stai pensando che tutto questo non riguardi la tua azienda fermati un attimo. Forrester Research è fermamente convinta che entro il 2014 si passerà dagli attuali circa 26 milioni di dollari investiti nel marketing on-line a circa il doppio arrivando a 54 milioni di dollari. Credi che i tuoi concorrenti non capiranno che essere sui social network gli permette di sapere esattamente cosa vogliono i loro clienti e come lo vogliono? E credi che avendo capito che possono ottenere queste informazioni non si muoveranno per averle il prima possibile? Forse dovresti iniziare a pensare anche tu alla tua strategia di marketing on-line, forse dovresti iniziare a riflettere sui tuoi clienti, dovresti iniziare a porti le prime importanti domande, quindi a dare ad esse risposta e regolarti di conseguenza.

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Via Mashable

2016-10-28T11:20:50+00:00 By |Categorie: Blog|Argomenti: , , |

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