La strategia vincente di Yoox

Hai presente Yoox, l'e-tailer online che vende capi d'abbigliamento e pezzi di design online dal 2000?

Bene, ho trovato un'interessante intervista a Federico Marchetti, il suo fondatore, nella quale si parla della quotazione in borsa della società.

Ma la cosa importante non è la quotazione quanto la strategia che ha portato Yoox nel giro di 10 anni ad essere un'azienda talmente grande da essere presente in oltre 3 continenti, vendere in non so quante lingue, ed avere un fatturato milionario.

Federico Marchetti, founder di Yoox

Federico Marchetti, founder di Yoox

La strategia è molto semplice: utente. Lo ripeto: utente!

Già, l'utente! Il fulcro di ogni business, se non ci sono utenti non ci sono clienti e senza clienti niente vendite e... il resto l'hai capito no?

La strategia è molto semplice: concentrarsi sull'assortimento e sulla fiducia.

Ruolo determinante l'ha avuta certamente la politica di reso: nessun costo, nessuna motivazione, agevolazioni assolute (nel pacco viene inserito un modulo che permette di effettuare il reso senza stress!).

Ovvio che il cliente si senta protetto, coccolato e sopratutto, al sicuro! "Tanto se non mi piace lo mando indietro!". Questa frase mi disse un amico che aveva comprato su Yoox. Io gli avevo chiesto: "Ma come fai a comprare un vestito senza prima misurarlo e sapere come ti sta?".

Ma bando alle ciance, ho detto già troppo, ecco l'articolo: Intervista a Federico Marchetti, fondatore di Yoox (http://www.ciaoblog.net/federico-marchetti-yoox-e-la-quotazione-in-borsa-le-commerce-e-in-grandissima-crescita/ - articolo non più disponibile).

Tu come aumenti la fiducia dei tuoi utenti in te e nel tuo ecommerce?

Se vuoi approfondire l'argomento fiducia puoi leggere anche:

2016-10-28T11:22:11+00:00 By |Categorie: Blog|Argomenti: , , , , |

7 Commenti

  1. Carmelo 6 luglio 2010 al 16:51 - Rispondi

    Molto interessante! Ed utile soprattutto!

    Io ho lo stesso problema! Spesso mi dicono che non si fidano a comprare online e io continuo sempre a ripetere che gli ecommerce non sono tutti uguali.

    Magari se ci dessi qualche consiglio anche tu… 🙂

    • Aerendir 7 luglio 2010 al 22:12 - Rispondi

      Arriveranno Carmelo, arriveranno… 🙂

  2. longobard 1 ottobre 2010 al 17:23 - Rispondi

    ….sarebbe bello sapere quante decine di migliaia di euro sono stati investiti…sopratutto in fase di start up, ……se avessimo scoperto l’acqua calda….senza un imponente investimento si và poco lontano (vedi youtube…bell’ idea….ma belli anche i milioni di euro del padre della fidanzata del creatore …)….a parte qualche piccola eccezione l’idea in sè non basta…perchè è facilmente replicabile (se ne vale realmente la pena) da un gruppo maggiore con maggiori risorse….a noi comuni mortali non resta che lavorare di “”braccia””…giorno dopo giorno…passaparola…idee nuove…servizi al cliente…..e i primi risultati economici reinvestirli subito…!!!!!

    • Aerendir 2 ottobre 2010 al 14:54 - Rispondi

      Tieni comunque presente che l’e-commerce è impresa e ogni attività di impresa, prima o poi, richiede investimenti consistenti… Yoox non è stata da meno.
      Se poi parliamo del negozio fisico che si mette on-line il discorso può sembrare diverso, ma non lo è: se si rende conto che il canale funziona sta tranquillo che il commerciante investe… Poi è ovvio che ci sono i singoli casi da prendere in considerazione e le dovute eccezioni, specificazioni, ecc. ecc. ecc.

    • diariodiunimpresa 12 novembre 2010 al 23:07 - Rispondi

      Non sono d’accordo con longobard le idee contano e come. Gli investimenti consistenti possono essere anche successivi, l’idea può essere replicata ma, se ogni giorno ci lavori con una strategia e ci credi si può arrivare molto lontano.

  3. Fazzoletto-da-taschino 15 aprile 2014 al 13:49 - Rispondi

    Concordo con DiarioDiUnImpresa.
    Le idee contano e per fortuna!
    E’ vero, un negozio è un negozio ma sono la capacità di fornire un “valore aggiunto al Cliente” che consente ad una buona idea di diventare una “macchina da soldi”.

    E’ anche vero che le idee sono replicabili ma basta andare indietro con la memoria per vedere che il “primo ad averla avuta” solitamente rimane il leader indiscusso.

    Di Motori di Ricerca ce ne sono tanti ma Google rimane l’unico. Eppure Yahoo e Bing non erano da meno.

    Di siti per vedere video in streaming ce ne sono tanti ma YouTube e Vimeo restano i principali.

    Uguale per i siti di coupon etc.. l’idea conta. Poi ovviamente come qualsiasi impresa imprenditoriale non si allimenta da sola e i soldi servono.

  4. […] Generalmente un progetto viene realizzato anche con l'ausilio di un marketer, figura che si occupa di delineare lo "stile" del sito e dell'azienda. È lui che decide come deve apparire l'azienda all'esterno, l'immagine che deve trasmettere al al cliente in relazione al target di riferimento e allo scopo del sito stesso: devo vendere a ragazzi, anziani, donne, uomini, devo vendere computer, vestiti, cd, offro informazioni sulla politica, sull'IT, sulla musica, ecc.? Per ognuno di questi elementi si cerca di comprendere qual è il cliente tipo e si delinea lo stile della comunicazione (formale, informale, giocosa, sbarazzina, ecc.), quindi si cerca di capire come attrarre i visitatori ed utilizzando quali canali e quali leve. Si potrebbe decidere di adottare una strategia che preveda l'uso spinto dei social media piuttosto che l'uso di leve quali il diritto di recesso o un ottimo servizio clienti. […]

Scrivi un commento