Come creare un sito e-commerce spendendo meno spendendo meglio.

Come creare un sito e-commerce spendendo meno spendendo meglio. 2017-04-20T18:21:14+00:00

Creare un sito ecommerce è come aprire un nuovo negozio.
Tra poco saprai cosa devi fare per aprire un sito ecommerce: ti porrai le domande utili e troverai le risposte necessarie per avere il tuo sito ecommerce online avendo speso il giusto per le tue tasche.

Quanto costa creare un sito ecommerce? Quali procedure burocratiche bisogna seguire per aprirlo? E come si gestisce il sito? E le spedizioni? I pagamenti? Devo rispettare qualche norma? Devo per forza aprire la partita IVA? ...

Quante domande! E tutte richiedono una risposta se vuoi creare un sito ecommerce limitando i rischi di fallire e di buttare dalla finestra i soldi che ti sei sudato con fatica.

Perché il punto è questo: non bisogna solo creare un sito ecommerce. Bisogna anche tenere conto delle proprie tasche, della propria forza economica, della propria propensione al rischio.

Invece il modo più comune di suggerire come creare un ecommerce sembra essere molto più semplice: ci vogliono 8.000 Euro; no, ce ne vogliono 10.000; ma dove vai con 10.000?! Se vuoi avere minimamente una speranza ne devi spendere almeno 30.000!; ma non è vero niente: io posso realizzare il tuo ecommerce anche con soli 500 Euro! ...

Ti risulta familiare? Probabilmente si, soprattutto se hai già cominciato a chiedere alle varie web agency e consulenti in giro un preventivo.

Ma allora la verità qual è? Ci vogliono 30.000 Euro o ne bastano anche solo 500? E, soprattutto, a cosa servono tutti questi soldi? Come li spendi? In quali attività, precisamente, devi investirli per avere online, alla fine, il tuo sito ecommerce?

Come in tutte le questioni spinose, la verità è nel mezzo e non è né dall'una né dall'altra parte: in medio stat virtus dicevano gli Antichi.

A noi, i Moderni Commercianti, quindi, non rimane che capire cosa c'è nel medio.

Cosa serve per creare un sito ecommerce

No, nel medio non c'è un gestaccio, anche se cercando di aprire il nostro ecommerce ci verrà certamente la voglia di farlo!

Nel mezzo tra i 30.000 e i 500 Euro, invece, c'è da capire cosa serve per creare un sito ecommerce, ma soprattutto cosa serve per vendere on-line: l'ecommerce, infatti, non è semplicemente un sito ma è vera e propria attività di impresa.

Come ogni attività di impresa, anche l'ecommerce richiede degli strumenti tecnici (il sito, ma non solo il sito), richiede una strategia, richiede degli obiettivi, richiede il rispetto di norme di Legge e l'adempimento di obblighi burocratici.

E tutti questi argomenti non sono compartimenti stagni ma si fondono l'uno con l'altro nelle varie fasi di conduzione dell'attività di ecommerce. Hanno un ordine, hanno una gerarchia di importanza, hanno dei momenti in cui è utile affrontarli e dei momenti in cui invece è deleterio anche solo parlarne.

Quindi, andiamo con ordine.

Ecco il nostro punto di partenza: le fasi necessarie per creare un sito ecommerce.

Cosa deve fare qualunque commerciante che voglia creare un sito ecommerce

Cominciamo a delineare il quadro. Prima di tuffarci in strategie, canalizzazioni, conversioni, CTR, CPA, CPS, e via dicendo, stringiamo i discorso e arriviamo al succo.

Ci sono delle cose che qualunque commerciante che intenda creare un sito ecommerce deve fare. Quindi devi farle anche tu:

  • Devi cercare su Internet gli altri commercianti che già vendono i prodotti che intendi vendere anche tu o prodotti simili o complementari;

  • Devi scegliere i canali su cui venderai i tuoi prodotti;

  • Devi scegliere la piattaforma per creare il tuo sito ecommerce;

  • Devi scegliere il tema grafico del tuo sito ecommerce (opzionale);

  • Devi scegliere l'hosting che farà funzionare la piattaforma del tuo sito ecommerce (opzionale);

  • Devi scegliere il corriere che recapiterà i tuoi prodotti ai tuoi clienti;

  • Devi scegliere la banca che ti permetterà di farti pagare con carta di credito;

  • Devi definire un budget iniziale, cioè i soldi che sei disposto a spendere immediatamente per riuscire ad avere online il tuo sito ecommerce;

  • Devi scegliere la web agency o il freelance per costruire il sito ecommerce (Opzionale);

  • Devi scegliere l'avvocato per le questioni legali e burocratiche (Opzionale);

  • Devi scegliere il commercialista per la tenuta della contabilità e le questioni burocratiche (questo ce l'hai già);

  • Devi comunicare agli organi statali su quali canali hai deciso di vendere;

  • Devi caricare i tuoi prodotti sul tuo sito ecommerce (quindi organizzare il catalogo, scattare o trovare foto, scrivere descrizioni e mantenere sincronizzate le quantità);

  • Devi individuare la strategia migliore per portare traffico sul tuo sito ecommerce;

Si, sono un bel po' di cosette da fare.

Consolati: questi sono solo i passaggi necessari per aprire il tuo sito ecommerce.

Una volta che l'avrai on-line dovrai fare molte altre cose, alcune ogni giorno, altre ogni settimana, altre ancora ogni mese, trimestre o una volta l'anno. Però tieni il morale alto: si può fare e stai per farlo anche tu! 🙂

Ora che abbiamo un corposo elenco, vediamo voce per voce un po' più in dettaglio.

Perchè devi cercare e trovare i tuoi concorrenti su Internet

Ovviamente non puoi aspettarti di arrivare su Internet con il tuo sito ecommerce e di essere l'unico a vendere prodotti come i tuoi.

Oggi puoi trovare online praticamente qualunque prodotto e tu sei solo uno dei tanti che ha deciso di vendere online.

Altri commercianti come te hanno preso questa decisione già molto tempo fa e oggi già vendono online e fanno i loro profitti con i loro siti ecommerce.

Quello che dovresti fare è sapere esattamente chi sono.

Conoscere la concorrenza online ti permette di avere alcuni vantaggi:

  1. In questa fase, puoi cominciare a farti un'idea di quanto sarà difficile vendere i tuoi prodotti;
  2. Puoi iniziare a comprendere le strategie di vendita che funzionano;
  3. Puoi studiare le strategie che usano per promuoversi per emularle e migliorarle, per batterli;
  4. Puoi individuare quelli più forti per fissare il tuo obiettivo: raggiungerli. E poi batterli;
  5. Puoi prendere ispirazione per le pubblicità che usano;
  6. Puoi prendere ispirazione per le newsletter che inviano;
  7. Puoi prendere ispirazione osservando che strumenti usano per migliorare l'esperienza dei loro visitatori;
  8. Puoi prendere ispirazione per gli argomenti da trattare sul blog del tuo ecommerce;
  9. Puoi capire che funzionalità hanno i loro ecommerce e vedere se puoi replicarle tuo;
  10. Puoi scoprire che condizioni commerciali applicano per eventualmente offrirne di migliori (spedizioni, resi, ecc.)

Sono già 10 punti e non sono assolutamente tutti!

Avere a disposizione una lista di tuoi concorrenti ti tornerà molto utile in ogni fase della tua attività di commercio elettronico, sia per capire che livelli devi raggiungere per rimanere nel mercato, sia per trarre ispirazione per elaborare le tue strategie.

Raccogliere queste informazioni può richiedere un po' di tempo, ma il gioco vale decisamente la candela.

Studiare la tua concorrenza ti offre l'opportunità di rimanere sempre aggiornato sulle tendenze del tuo settore e di offrire sempre il miglior servizio possibile ai tuoi clienti.

Avere una lista ben organizzata di concorrenti, aggiornata nel tempo, ti offre una mappa fondamentale per definire obiettivi ed elaborare le strategie che attuerai per raggiungerli.

Una cosa devi tenere ben presente: esistono due tipi di concorrenza: la concorrenza diretta e la concorrenza indiretta.

Facciamo un esempio: hai sete. Entri in un bar e dai uno sguardo al frigo: cosa scegli?

C'è la Coca-Cola, c'è il thè, c'è l'acqua, i succhi di frutta, ecc.

Di acqua ce ne sono molti tipi, di thè pure e altrettanti di succhi di frutta.

Ora, secondo te, le varie aziende che producono queste bevande sono in concorrenza tra loro o no? E in che termini?

Prova a riflettere sui concetti di concorrenza diretta e indiretta e troverai risposte sorprendenti e vedrai il tuo mercato con occhi diversi.

Quali sono i canali su cui puoi vendere i tuoi prodotti

Il negozio fisico che già hai è un canale di vendita: i passanti lo vedono, entrano, e, se vogliono, comprano.

Il negozio fisico che già hai è solo un canale di vendita, cioè è uno dei canali che puoi usare per vendere.

Oltre al tuo negozio fisico esistono altri 2 canali di vendita:

  1. Il sito ecommerce che vuoi creare;
  2. I market places.

Non inserisco in questa lista i social network come Facebook perché non sono market places e non sempre sono adatti alla vendita diretta.

È vero che puoi aprire il tuo negozio anche su Facebook, ma puoi usarlo anche semplicemente come strumento per creare brand awareness (consapevolezza dei tuoi potenziali clienti dell'esistenza tuo marchio).

Il market place per antonomasia è eBay: su eBay chiunque può vendere qualcosa, sia che sia un commerciante sia che sia un privato.

Cominciare a vendere su eBay potrebbe essere un buon modo di iniziare a fare ecommerce.

I prodotti venduti da Amazon direttamente contro i prodotti venduti da altri commercianti sulla piattaforma di Amazon.

Oltre 3/4 dei prodotti venduti su Amazon sono di Commercianti diversi da Amazon stessa.

Poi c'è Amazon che forse non consideri un market place ma che in realtà lo è: su Amazon può vendere qualunque commerciante (non i privati).

Anzi, in realtà la stragrande maggioranza delle vendite di Amazon derivano da prodotti offerti da altri commercianti.

Vendere su Amazon è un po' più complesso che vendere su eBay ma farlo può darti accesso a un pubblico molto ampio, diverso da quello del tuo sito ecommerce e diverso da quello di eBay.

Per non parlare dei dati che Amazon ti dà quando ci vendi: Amazon ti suggerisce prodotti che si vendono molto e cheancora non hai in inventario; ti suggerisce come ottenere la buy box, ti dà informazioni su tutti i prodotti presenti sul suo sito, così puoi capire quali si vendono meglio e regolarti di conseguenza per riassortire il tuo magazzino.

Solo per citare alcune delle informazioni utili che puoi ricavare vendendo su Amazon

Un altro market place è emerso come ottimo canale di vendita: Alibaba.

Alibaba è l'equivalente cinese di eBay ma sta rapidamente diffondendosi anche in Italia e pensare di venderci può essere interessante: non è detto che dobbiamo per forza comprare dai Cinesi: con tutti i soldi che hanno guadagnato credo sia proprio arrivato il momento che li comincino a spendere! 😛

Questi sono market place orizzontali o generalisti.

Ne esistono anche di verticali o specialisti: sono market place che funzionano esattamente come eBay, Amazon e Alibaba ma sono focalizzati su un particolare settore di mercato (per questo sono definiti "verticali").

Uno dei più famosi è Etsy.

Focalizzato su prodotti hand-made come vestiti, bigiotteria e articoli per la casa, è esploso anche in Italia e se sei in questi settori commerciali devi necessariamente esserci.

Ovviamente ne esistono anche altri, focalizzati su altri settori commerciali: devi solo scegliere!

Poi c'è tutta una serie di applicazioni mobile che stanno tentando di erodere fette di mercato a eBay, Amazon, Alibaba, Etsy e compagnia: sto parlando di applicazioni come Depop e Shpock.

Vendere su queste applicazioni è un po' più complicato perchè ogni prodotto va inserito a mano.

Mentre la vendita su Amazon, su eBay, su Alibaba e sugli altri marketplaces verticali può essere automatizzata e sincronizzata con il tuo sito ecommerce e con il tuo magazzino, questo non è possibile farlo con Depopo, Shpock e simili.

Questo almeno finchè non si saranno attrezzate per permetterlo.

Quindi, anche se vendere su queste piattaforme può darti accesso a un enorme mercato ancora praticamente vergine, devi valutare molto bene se usarle o meno perchè l'impegno è davvero notevole.

Quali sono le piattaforme per creare il tuo sito ecommerce

Il tuo sito ecommerce altro non è se non un software. Hai a disposizione 3 alternative:

  1. Piattaforme ecommerce open source;
  2. Piattaforme ecommerce SaaS (a canone, di solito mensile);
  3. Piattaforme ecommerce closed source.

Per onestà intellettuale te lo dico: io preferisco di gran lunga gli EMS open source.

Al massimo mi spingo fino a quelli SaaS.

Ma di quelli closed source proprio non riesco a capire il senso: li vedo solo come uno strumento per far guadagnare alla web agency cifre spropositate che possono essere meglio redistribuite dal commerciante su altre aree dell'attività di commercio elettronico.

Ad ogni modo tieni presente che nessuna soluzione sarà completa senza che tu installi delle estensioni.

Sia essa un Ecommerce Management System open source o uno SaaS, avrà bisogno di altre estensioni per poter essere personalizzato al massimo e spinto ai limiti delle proprie potenzialità per permetterti di avere un sito ecommerce perfetto.

Ovviamente i costi di queste estensioni variano a seconda della funzionalità che attivano sul tuo sito ecommerce e della piattaforma che usi.

E ora cerchiamo di capire un po' meglio la differenza tra le varie alternative.

Piattaforme ecommerce open source

Open source vuol dire "codice aperto" ed è un modello di business.

Modello di business vuol dire che le aziende che producono software open source non producono software gratuito ma software che gli fa guadagnare soldi.

Di norma i soldi li guadagnano vendendo servizi accessori: in pratica ti regalano lo strumento e poi ti vendono quanto ti serve per farlo funzionare.

Un modello simile è usato da molte grandi aziende in settori commerciali completamente diversi: per esempio, Nespresso ti vende la macchina per il caffè a partire da poche decine di Euro ma di fatto non ci guadagna.

Dove guadagna, invece, è sulla vendita delle capsule che costano un bel po' di soldini.

Usare codice open source, inoltre, ti permette di avere software sempre aggiornato. In linea di massima!

E si, perchè se scegli una piattaforma diffusa e ben supportata, allora si, il software open source è più sicuro.

Se invece scegli una piattaforma di nicchia e con una community ristretta, allora devi stare attento.

su eCommerceRS abbiamo scritto abbondantemente di open source: potresti cominciare leggendo dei vantaggi e degli svantaggi dell'open source.

Gli Ecommerce Management System open source più usati sono:

  1. WooCommerce + WordPress
  2. PrestaShop
  3. Magento

Ognuno ha le proprie particolarità, i propri vantaggi e i propri svantaggi.

Scegliere non è semplicissimo perchè bisogna tenere conto di fattori come il budget che hai a disposizione, la complessità della piattaforma, le funzionalità che offre, il costo delle estensioni, i costi di manutenzione.

Come indicazione molto molto generale, posso dirti che mantenere un ecommerce fatto con WooCommerce costa molto molto meno del mantenere un sito fatto con Magento. Nel mezzo c'è PrestaShop.

Potresti aver sentito parlare di altri Ecommerce Management System come OpenCart o VirtueMart + Joomla: te li sconsiglio perchè non sono assolutamente ai livelli di WooCommerce, PrestaShop o Magento.

Basta che guardi questi due grafici per rendertene conto:

Statistiche di ricerca delle piattaforme ecommerce in Italia.

WooCommerce è tra le piattaforme ecommerce più cercate in Italia. Fonte Google Trends.

 

Statistiche d'uso delle piattaforme ecommerce in Italia.

WooCommerce è la piattaforma ecommerce più usata in Italia. Fonte BuiltWith.com.

Personalmente, per Jelulu.com, il mio sito ecommerce di gioielli, ho scelto WooCommerce.

Anche se è meno cercato rispetto a PrestaShop e Magento, non ha nulla da invidiarvi, è molto più stabile e facile da gestire e manutenere.

Perchè è meno cercato? Non ne ho idea.

Però vedi da te che è il più usato in Italia e tra quelli più cercati su Google: ci sarà pure un motivo, no?

Piattaforme ecommerce SaaS

SaaS sta per Software as a Service - Software come Servizio.

In pratica ti iscrivi e configuri il tuo negozio, carichi i tuoi prodotti e cominci a vendere.

Ogni mese oppure ogni anno corrispondi la quota di iscrizione e per ogni vendita paghi una commissione.

I più usati sono Shopify (disponibile anche in Italiano), BigCommerce e Storeden.

Usando questi link, per 14 giorni puoi provare Shopify o provare BigCommerce. Io incasso una commissione sul tuo primo acquisto e tu ottieni una prova gratuita di 14 giorni: uno scambio equo e un buon ringraziamento, no? 🙂

Questi software sono la via più veloce in assoluto per cominciare a fare e-commerce.

Hanno un costo contenuto e ti permettono di sperimentare con relativa facilità.

Offrono temi grafici gratuiti e temi grafici a agamento, così puoi personalizzare il tuo negozio come meglio credi.

Il problema è che all'inizio sono perfetti ma man mano che la tua attività cresce, anche i costi crescono ed erodono i tuoi margini.

Quindi devi valutare bene: più velocità di ingresso nel mondo del commercio elettronico costa di più.

Senza contare il fatto che non hai pieno controllo sulla tua piattaforma.

In ogni caso sono un'alternativa davvero valida ai software open source.

Io le valuterei.

Piattaforme ecommerce closed source

Come ti ho già detto, non capisco proprio il senso della loro esistenza.

Per come la vedo io, se si è speso tanto tempo a scrivere un software di commercio elettronico, allora tanto vale renderlo una piattaforma SaaS: questo farebbe gadagnare molti molti più soldi.

Il problema è che di questo tipo di piattaforme nessuno conosce il livello qualitativo se non quelli che lo sviluppano.

Nessuno sa quanto siano sicuri e il problema è che se scopri che non lo sono una volta che il danno è fatto, beh, capisci che il gioco non vale la candela!

E io, personalmente, non mi fiderei mai!

E poi c'è un altro problema con queste soluzioni, un problema che io ritengo ben più grave.

Cosa succede se decidi di cambiare?

Ecco il problema principale: rimani legato a vita allo sviluppatore che ti ha offerto la piattaforma ecommerce closed source.

Mentre con una soluzione open source o SaaS sei libero di cambiare web agency, consulente SEO, consulente AdWords, ecc., con una soluzione closed source tutto questo è molto più difficile: se decidi di passare a un'altra piattaforma ecommerce (e al 100% deciderai di farlo!) troverai mille ostacoli lungo il tuo percorso: giustamente loro vogliono tenerti come cliente e se te ne vai non sono molto felici.

Un po' come succedeva per le compagni telefoniche.

Solo che per le compagnie telefoniche oggi esistono leggi che limitano il loro potere di lock-in: per i fornitori di piattaforme ecommerce closed source, invece, non c'è nessuna legge e nessuna Autorità.

Qunidi non mi ci dilungo oltre e non ne consiglio nessuna perchè, davvero, meglio che prendi una soluzione open source e ti crei da solo il sito ecommerce.

Davvero!

Come scegliere il tema grafico del tuo sito ecommerce

A meno che tu non abbia scelto di creare il tuo sito ecommerce affidandoti ad un fornitore di piattaforme closed source, allora dovrai scegliere un tema grafico per il tuo sito ecommerce.

I moderni software di gestione dei contenuti (CMS) offrono tutti la possibilità di personalizzare l'aspetto estetico del tuo sito.

Anche le piattaforme di commercio elettronico offrono questa funzionalità.

Ci riescono perchè separano la gestione del contenuto dalla sua presentazione: è una regola di progettazione diventata best practice.

Questo significa che puoi scegliere liberamente la grafica per il tuo ecommerce che più ti aggrada e che meglio risponde alle esigenze commerciali del tuo sito.

Di temi grafici ne esistono letteralmente migliaia.

I siti più forniti sono due: ThemeForest e TemplateMonster.

Se questo articolo ti sta piacendo, cliccando su questi link mi farai incassare una commissione sul tuo primo acquisto: un buon ringraziamento, no? 🙂

Io ho comprato su entrambi e mi sono sempre trovato molto bene.

Nello scegliere il tuo tema devi valutare alcune cose:

  1. Valuta la pagina delle categorie del tuo negozio;
  2. Valuta la pagina del prodotto;
  3. Valuta il flusso di checkout.

Ci sono altre cose che potresti tenere in considerazione, ma da solo sarebbe molto difficile farlo: per esempio potresti valutare la pulizia del codice, o le potenzialità del builder.

Il builder è in buona sostanza il "configuratore": ti permette letteralmente di costruire le tue pagine aggiungendo e personalizzando blocchi di contenuto.

La web agency o un consulente e-commerce sapranno come aiutarti in questo.

La pagina delle categorie, del prodotto e quelle del checkout sono le più importanti: dalla loro struttura dipende il tuo tasso di conversione.

Per non farla troppo complicata: se queste pagine non sono costruite bene i visitatori che porti sul tuo sito ecommerce non comprano, non si convertono appunto.

Il tuo primo obiettivo è fare in modo che quante più persone acquistino: se il tuo tema non converte... Hai un bel guaio!

Quindi, guardando questi temi, chiediti: io comprerei su un ecommerce come questo? Dalla risposta che ti darai dipenderà la scelta che farai: acquistare il tema o non acquistarlo.

Come scegliere l'hosting per ospitare il tuo sito ecommerce

Dell'hosting devi preoccuparti solo se hai deciso di affidarti a una piattaforma ecommerce open soource.

Detta semplice semplice, l'hosting è un computer connesso 24h/24h a Internet che ospita il tuo sito e permette a chiunque di vederlo sempre.

Tecnicamente questo computer si chiama server e ha caratteristiche un po' diverse dal computer che usi ogni giorno.

La scelta dell'hosting è un fattore critico perchè dalla sua qualità dipende anche il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca come Google e la velocità di caricamento delle pagine del tuo negozio online.

E la velocità di caricamento delle pagine del tuo ecommerce è un fattore critico per le vendite.

Ci sono alcune cose che devi valutare quando scegli il tuo hosting:

  1. La capacità in GB: da questo dipende quanti prodotti puoi caricare sul tuo ecommerce;
  2. L'ampiezza di banda: indica quanti dati possono essere scaricati contemporaneamente dal tuo sito, quindi quante persone possono navigare il tuo ecommerce nello stesso momento;
  3. L'ammontare di banda mensile: l'ammontare di dati che possono essere scaricati in un mese dal tuo ecommerce;
  4. La presenza di un certificato digitale: fondamentale per ottenere la barra verde nel browser (guarda in alto: eCommerceRS.NET ha la barra verde: è un sito sicuro!);
  5. Il tipo di hosting: condiviso o dedicato;
  6. Il sistema operativo: Windows o Linux;
  7. Il numero di caselle email;
  8. La presenza di cPanel: tra le altre cose, questo ti permette di installare la piattaforma ecommerce con un solo click;

Questi sono solo alcuni degli aspetti che devi tenere in considerazione quando scegli l'hosting per il tuo ecommerce.

Il mondo degli hosting e dei certificati digitali è ampio, ma qui su eCommerceRS c'è una guida che ti spiega come scegliere l'hosting per il tuo ecommerce e una guida che ti spiega come scegliere il certificato digitale.

Come scegliere il corriere per spedire i prodotti comprati sul tuo ecommerce

Le spedizioni sono il punto critico di qualunque sito di commercio elettronico.

Ai tuoi clienti non interessa che tu non ne hai alcun controllo.

Ai tuoi clienti interessa solo una cosa: il prodotto arriva? Arriva in orario? Arriva integro?

Basta, non gli interessa più niente.

Come commerciante elettronico è tuo compito fare si che le spedizioni siano sempre puntuali.

Quindi, come scegli il corriere per spedire i prodotti acquistati sul tuo sito ecommerce?

Ecco cosa devi considerare:

  1. Il tipo di prodotto che spedisci: il suo peso e le sue dimensioni medie;
  2. Il numero di spedizioni che prevedi di fare mensilmente e in un anno;
  3. La velocità di consegna;
  4. I servizi accessori di cui necessiti;
  5. Il costo di ogni spedizione.

Questi sono alcuni aspetti da considerare quando scegli lo spedizioniere che sarà partner della tua attività di ecommerce.

Però sono i punti più importanti che devi considerare.

Il tipo di prodotto che spedisci

Se spedisci lavatrici ovviamente avrai necessità diverse da un commerciante che deve spedire anelli.

Tendenzialmente la consegna di una lavatrice costerà di più rispetto alla consegna di un anello.

La prima cosa che devi fare, quindi, è fare questa macro distinzione.

Le tariffe dei corrieri, infatti, cambiano in base a questi parametri: volume e peso.

L'altro parametro è la destinazione, ma per il momento tu spedisci in Italia. Sei all'inizio: ti sconsiglio vivamente di imbarcarti nella vendita internazionale in questa fase. Più avanti ne parleremo, ma per il momento fidati.

La destinazione, anche se la spedizione avviene Italia per Italia, conta: ci sono alcune zone, infatti, che non sono ben coperte.

Le Isole, per esempio, potrebbero richiedere più tempo per essere servite.

Come calcolare il numero di spedizioni che farai in un mese e in un anno

Questo è un punt critico: se garantisci al corriere un numero minimo di spedizioni le tariffe che ti proporrà si abbasseranno notevolmente.

Ma come fai a sapere già quante spedizioni farai se non hai nemmeno il sito ecommerce?

Qui entra in gioco il business plan: non ne abbiamo ancora parlato, ma è proprio questo il ruolo di un business plan: aiutarti a fare queste previsioni.

Quello che dovresti fare è calcolare il numero di visite che ti aspetti di ricevere sul tuo ecommerce e applicare il tasso di conversione che ti aspetti.

Come calcoli il tasso di conversione? Semplicemente non puoi.

Il tasso di conversione è un parametro fondamentale perchè ti aiuta a capire anche se l'intera attività di commercio elettronico sarà sostenibile o meno.

Senza alcun dato pregresso su cui basare la tua scelta, quello che puoi fare è applicare un tasso di conversione standard dello 0,01%.

Questo significa che 1000 visite con un tasso di conversione allo 0,01% ti danno 10 vendite.

E lo so, è un numero un po' basso. In più ti sarai reso conto da solo che è anche un numero un po' "casuale".

La verità è questa: non puoi garantire assolutamente niente al corriere così come non puoi avere garanzie per te stesso fin quando non avrai il tuo ecommerce online bello e funzionante.

Quindi l'unica cosa che puoi fare è "immaginare" il numero di spedizioni che farai: 10, 20, 30... Nessuno ti vieta di dare i numeri. Non è molto serio, ma senza aver fatto dei calcoli non puoi fare altro.

Se invece hai calcolato le visite che ti attendi di generare verso il tuo sito e-commerce, allora puoi applicare il tasso di conversione (che comunque è "immaginato") e ricavare un numero orientativo di spedizioni che farai.

È tutto un gioco di numeri. In questo un consulente e-commerce potrà esserti molto molto utile!

La velocità di consegna

La velocità di consegna è un fattore critico del tuo e-commerce.

È influenzata da molte variabili: l'essere o meno in magazzino il prodotto ordinato, la destinazione, la tua velocità di consegna al corriere, i tempi di consegna del corriere stesso.

Quello che devi fare in questo momento è valutare solo l'ultimo punto: la velocità di consegna del corriere.

In genere il costo della spedizione varia a seconda dei tempi garantiti: una consegna espressa in 24/48h costa più di una consegna ordinaria in 5 o 6 giorni.

Tu in quanto tempo vuoi spedire?

Tieni presente che non devi necessariamente spedire in 24 ore: in questo può aiutarti valutare la concorrenza.

Che tempi di consegna indicano? Io comincerei con il mettermi in pari.

Considera che spesso leggerai "spedizione gratuita": la frase completa molto spesso sarebbe "Consegna gratuita con spedizione ordinaria in 10 giorni".

Anche in questo caso, un consulente ecommerce ti può aiutare a valutare meglio la concorrenza e decidere con maggiore oculatezza come comportarti.

I servizi accessori di cui necessiti

I servizi accessori potrebbero essere il contrassegno, la consegna al piano, la consegna su appuntamento, l'assicurazione.

Ce ne sono anche altri e ovviamente non tutti ti servono.

Continuando con il nostro esempio, se devi spedire lavatrici potrebbero essere utili sia l'assicurazione che la consegna al piano; se spedisci anelli puoi evitare la consegna al piano.

Ogni servizio accessorio ha un costo a parte.

Quando parlerai con i vari corrieri per avere dei preventivi dovrai tenere conto di questi aspetti.

Un aspetto fondamentale è il contrassegno.

Probabilmente lo consideri un sistema di pagamento, ma in realtà è un servizio accessorio offerto dai corrieri: alla fine è il fattorino che prende i soldi!

Il contrassegno ha normalmente un costo: a quanto ammonta? E dopo quanto tempo avrai i soldi? Chiedi.

Ancora una volta, un consulente e-commerce ti tornerà molto molto utile per determinare con precisione le tue esigenze.

Il costo di ogni singola spedizione

Il tuo obiettivo, inutile dirlo, è fare si che ogni spedizione costi il minimo possibile.

Un costo di spedizione basso ti permette di offrire la spedizione gratuita senza intaccare troppo i tuoi margini.

Tieni presente che la spedizione gratuita è un fattore differenziante per il tuo sito ecommerce, ma è un elemento critico se vendi sui market place: prodotti spdeiti gratuitamente appaiono più in alto nelle ricerche a parità di condizioni con altri prodotti uguali.

Oltre che dal peso, dal volume, dalla velocità, dalla destinazione e dai servizi accessori, il costo di ogni spedizione è influenzato anche dai supplementi: il costo del carburante e il costo delle telefonate al cliente, per esempio, potrebbero essere calcolate a parte.

Tieni presente questi aspetti quando sceglierai il corriere che consegnerà i prodotti del tuo ecommerce!

Altri aspetti da considerare sulle spedizioni del tuo ecommerce

Abbiamo solo scalfito la superficie: le spedizioni per l'ecommerce nascondono davvero decine di insidie.

Provo ad indicarti qualche altra informazione che vorresti avere prima di decidere:

  • Cosa succede se la consegna fallisce (il cliente non è a casa)
  • C'è un'assistenza clienti funzionante?
  • Cosa succede se il pacco sparisce?
  • Come prenoti il ritiro?
  • Dove avviene il ritiro?
  • La spedizione è tracciata?

Come scegliere i sistemi di pagamento da offrire sul tuo sito ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come definire il budget per creare il tuo sito ecommerce e il budget complessivo per l'intera attività di ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come scegliere la web agency o il freelance che realizzeranno il tuo sito ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come scegliere l'avvocato che scriverà le pagine legali del tuo sito ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come scegliere il commercialista che gestirà acquisti e vendite del tuo sito ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come comunicare agli organi statali l'avvio del tuo sito ecommerce e altri obblighi legali e burocratici

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come caricare i tuoi prodotti sul tuo ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂

Come elaborare una strategia per portare traffico sul tuo ecommerce

Non ho ancora scritto questo paragrafo. Le cose da dire sono tante e ogni giorno ne scrivo un paio. Torna domani per leggere il prosieguo 🙂